mercoledì 13 gennaio 2010

Pioggia sull'asfalto



La città accoglie il ticchettare della pioggia nel suo grigio ventre d'asfalto, mentre i colori impallidiscono ed i profumi si nascondono dietro l'umidità che serpeggia tra i vicoli.
Nessuno tra le strade: come assopite, lasciano fluire i piccoli torrenti d'acqua color nuvola.
Tutto è quieto, immobile come in una vecchia fotografia sbiadita dagli anni, velata da un sottile strato di polvere.
La quotidianeità prosegue con fare assorto, secondo ritmi già stabiliti e già vissuti, quand'ecco che qualcosa interrompe lo scorrere insaziabile del tempo: lui si avvicina, il suo solito incedere zoppicante mi raggiunge, con occhi grigi come il cielo fuori dalla finestra mi comunica la sua decisione.
Una necessità, capisco.
Non una scelta, capisco.
Costrizione. E' la vita. Lo so.
Tutto scivola lento, come i giovani rivoli d'acqua che costeggiano i marciapiedi, i pensieri mi sfiorano leggeri come seta che accarezza la pelle.
Nessuno stupore. Neanche una lacrima.
Esco fuori, assaporo la densa aria d'inverno, il mio sguardo corre alle gocce di pioggia che danzano sul lucido asfalto.
Si specchiano e scompaiono come piccole fate.
Sospiro brevemente, e rimango così, in attesa...

Prima o poi il Sole si affaccerà da quelle nuvole.

1 commenti:

Finnicella Blu ha detto...

Anche io sono inattesa dolce stellina di mare; solo in attesa posso restare: ho scoperto che tentare di accelerare i tempi al momento e' deletereo.
Un bacino
Finnicella Blu